SARS- COV-2: la variante inglese in Italia

La variante VOC 202012/01, lineage B.1.1.7 (chiamata comunemente “variante inglese”) è definita per la presenza di numerose mutazioni nella proteina spike del virus.

La variante è stata identificata per la prima volta in regioni sud-orientali del Regno Unito nel dicembre 2020 in concomitanza con un rapido aumento nel numero di nuovi casi confermati di infezione da SARS- CoV-2 

Studi retrospettivi hanno documentato la circolazione di questa variante a partire dal mese di settembre 2020. Nelle settimane seguenti, ne è stata riscontrata una rapida diffusione sia nel Regno Unito (4) che in altri paesi, tra cui l’Italia.

Diversi studi realizzati con modelli matematici hanno evidenziato che la variante inglese presenta una maggiore trasmissibilità e, inoltre, si sospetta che essa si possa associare ad una maggiore virulenza.

In una recente indagine coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il Ministero della Salute, le Regioni e le PPAA (Provincie autonome), la variante inglese è stata identificata nell’88% delle Regioni/PPAA partecipanti. In totale, hanno partecipato all’indagine 16 Regioni/PPAA. 

La rilevazione della variante inglese nella quasi totalità delle Regioni/PPAA partecipanti è indicativa di una sua ampia diffusione sul territorio nazionale. 

Questi risultati, per quanto non privi di potenziali limiti, inducono le seguenti riflessioni: 

  • Considerata la maggior trasmissibilità della variante studiata, è prevedibile che questa nelle prossime settimane diventi dominante nello scenario italiano ed europeo; 
  • Nel contesto italiano in cui la vaccinazione delle categorie di popolazione più fragile sta procedendo rapidamente ma non ha ancora raggiunto coperture sufficienti, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante se non vengono adottate misure di mitigazione adeguate. 
  • Nell’attuale scenario europeo e nazionale caratterizzato dalla emergenza di diverse varianti è necessario continuare a monitorare con grande attenzione, in coerenza con le raccomandazioni nazionali ed internazionali e con le indicazioni ministeriali, la circolazione delle diverse varianti del virus SARS-CoV-2; 
  •  Considerata la circolazione nelle diverse aree del paese si raccomanda di intervenire al fine di contenere e rallentare la diffusione della variante inglese, rafforzando/innalzando le misure in tutto il Paese e modulandole ulteriormente laddove più elevata è la circolazione, inibendo in ogni caso ulteriori rilasci delle attuali misure in atto; 
  • Al fine di contenerne ed attenuarne l’impatto sui servizi sanitari è essenziale, in analogia con le strategie adottate negli altri Paesi europei, rafforzare/innalzare le misure di mitigazione in tutto il Paese per nel contenere e ridurre la diffusione del virus SARS_CoV-2 mantenendo o riportando rapidamente i valori di Rt < a 1 e l’incidenza a valori in grado di garantire la possibilità del sistematico tracciamento di tutti i casi (in Italia e tale condizione si verifica con un valore di incidenza ≤  50 nuovi casi x 100.000 in 7 giorni). 

Fonte:
Istituto Superiore Sanità (ISS)

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