Appello dei Geriatri per la Lombardia – Un esempio anche per le altre Regioni?

Dopo l’emergenza dovuta all’epidemia da COVID-19, occorre riorganizzare concretamente i reparti ospedalieri di Geriatria per acuti, in Lombardia come in tutta Italia.

La Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (SIGOT), la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) e l’Associazione Geriatri Extraospedalieri (AGE) si appellano ai vertici della Regione Lombardia ed alle istituzioni nazionali per aumentare i posti letto per acuti in Ospedale per gli anziani. Da una recentissima ricognizione SIGG-SIGOT emerge che in Lombardia ci sono soltanto 202 posti letto di Geriatria per acuti per più di 10 milioni di abitanti, pari a 0.02 posti letto per 1000 abitanti, a fronte di una media nazionale di 0.059. Soprattutto in Lombardia, quindi, Filippo Fimognari, Presidente SIGOT e Raffaele Antonelli Incalzi, Presidente SIGG, sottolineano come sia necessario conformare l’offerta di posti letto per acuti in Geriatria al fabbisogno standard che, orientativamente, può essere desunto dal modello Veneto, che ha 0.18 posti letto per mille abitanti.

Questo numero può essere, per tutte le Regioni, un obiettivo da raggiungere sia grazie alla conversione di altre risorse ospedaliere prevista dal Decreto 70 del 2015, sia all’assegnazione di parte dei posti letto di Terapia semi-intensiva ai reparti di Geriatria (come programmato dal DL 34/2020, recentemente convertito in legge).

La carenza di posti letto in Unità Operative di Geriatria è emersa in molte e popolose regioni (Lombardia, Lazio, Campania, Sicilia, Piemonte), nonostante l’evidenza epidemiologica e clinica che vede soggetti anziani con riacutizzazioni di patologie croniche, o con eventi acuti sovrapposti a queste, rappresentare la quota prevalente delle richieste per assistenza medica in emergenza-urgenza.

Durante i drammatici mesi di lotta alla pandemia, medici ed infermieri si sono battuti strenuamente contro il coronavirus, numerosi di loro ne sono stati contagiati ed in diversi hanno perso la vita. Facciamo tesoro, ora, di questa esperienza, soprattutto delle lacune emerse durante l’emergenza e correggiamo i problemi cronici ed i limiti emersi nella contingenza. Riconosciamo la specificità della condizione della persona che invecchia: un anziano non è un adulto con anni in più, è un organismo biologicamente e psicologicamente diverso, che richiede un’assistenza rispettosa delle sue peculiari esigenze. È drammaticamente urgente restituire un ruolo alle competenze di chi studia l’invecchiamento ed affidare ai Geriatri  anche la gestione a domicilio dell’anziano fragile, troppo spesso demandata al sacrificio dei Medici di Medicina Generale.

Queste le ragioni delle lettere delle sezioni regionali lombarde delle Società Scientifiche di Geriatria indirizzate ai vertici della Regione Lombardia: il Governatore Attilio Fontana, l’Assessore al Welfare Giulio Gallera, il Direttore Generale al Welfare Marco Trivelli.

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