“Svapare” è pericoloso!

Un recente preliminary report sul The New England Journal of Medicine [N. Engl. J. Med 2019 Sep 06;(EPub Ahead of Print)] ha descritto, in Illinois e in Wisconsin, 53 pazienti (83% maschi, età media: 19 anni), con grave compromissione della funzione polmonare.

La maggioranza di questi soggetti (98%) presentava  sintomi respiratori, ma l’81% aveva anche disturbi gastrointestinali; tutti avevano febbre con brividi ed evidenziavano calo ponderale. Nell’85% dei casi era presente leucocitosi neutrofila e VES elevata.

Tutto ciò indicava una semplice infezione, ed è per questo che al 90% dei pazienti sono stati somministrati antibiotici, che tuttavia non hanno migliorato il quadro clinico che, invece, è peggiorato; la radiografia del torace e la TAC hanno mostrato bilateralmente la presenza di infiltrati, ma non è stato possibile riscontrare alcuna causa infettiva (negatività per virus e batteri).

Dei 53 pazienti, il 94% è stato ospitalizzato e il  32% di questi ha avuto la necessità di  essere intubato e ventilato.

L’unica cosa che avevano in comune questi soggetti è che tutti avevano utilizzato la sigaretta elettronica nei tre mesi precedenti e più dell’80% aveva svapato tetraidrocannabinolo (THC).

Il 92% di questi pazienti ha tratto giovamento da una terapia sistemica con glucocorticoidi.

Gli Autori di questo articolo ipotizzano che il calore per la vaporizzazione del liquido possa aver generato nuovi chimici tossici con conseguente sviluppo di una polmonite chimica.

Il riscaldamento di questi liquidi può aver liberato anche alcuni metalli come manganese e zinco, che sono tossici quando inalati. Non è escluso anche il coinvolgimento del sistema immunitario.

Tutte queste cause ipotizzate, singolarmente o associate, possono essere plausibili, ma ciò che è più importante è avvertire i pazienti, soprattutto i giovani, della pericolosità dello svapo.

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