7° Congresso Internazionale AMIT – Milano, 14-15 Marzo 2019

Argomenti di Malattie Infettive e Tropicali

È stata presentata a Milano, durante il VII Congresso Internazionale AMIT – Argomenti di Malattie Infettive e Tropicali, l’indagine sul primato italiano delle morti da resistenza agli antibiotici.
Tra le cause, la scarsa igiene nel lavarsi le mani, l’uso spregiudicato dei farmaci usati nel mondo animale, l’esagerato turnover dei pazienti nelle strutture sanitarie.

“Qualunque tipo di infezione, dalle più banali come semplici infezioni cutanee o urinarie, a infezioni gravi, quali polmoniti e sepsi, può essere causato da batteri antibiotico-resistenti. Sembra un paradosso, ma anche una persona che non abbia mai assunto antibiotici corre il rischio di avere un’infezione da batteri resistenti”.

Marco Tinelli, Tesoriere della SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali e Presidente 7° Congresso AMIT.

Lo afferma il prof. Marco Tinelli, Presidente del Congresso AMIT insieme al Professor Massimo Galli e rispettivamente Tesoriere e Presidente della SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali.
I report delle più importanti agenzie sanitarie internazionali (Organizzazione Mondiale della Sanità, Centro europeo per il Controllo delle Malattie Infettive, Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, ecc.) riportano come queste resistenze determinino aumenti molto importanti nei decessi dovuti ad infezioni batteriche. I dati rilasciati a febbraio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) evidenziano che 500mila persone hanno avuto infezioni causate da batteri che hanno sviluppato una antibiotico-resistenza.

“ I batteri non conoscono frontiere e le stesse resistenze che si trovano in Europa o negli Stati Uniti si possano evidenziare in villaggi sperduti in Africa ed in America Latina come anche il report dell’OMS dimostra chiaramente” .

Nei Paesi dell’Unione europea si sono verificati 671.689 casi di infezioni antibiotico-resistenti, a cui sono attribuibili 33.110 decessi, soprattutto nei bambini nei primi mesi di vita e negli anziani.
In Italia, le infezioni colpiscono dal 5% all’8% dei pazienti ricoverati, soprattutto quelli assistiti nei reparti di area critica. In questo scenario emerge drammaticamente che il nostro Paese detiene il triste primato di un terzo di tutti i decessi (pari a 10 mila morti) correlati all’antibiotico resistenza rispetto al resto d’Europa.

Il congresso

Sono stati due giorni di approfondimento su batteri, patologie infettive e nuovi rimedi, con oltre trecento specialisti provenienti da tutta Italia e dall’estero. Obiettivo primario del Congresso è stata la presentazione delle più significative novità nel campo delle malattie infettive con particolare attenzione alla gestione delle patologie da batteri multi resistenti (MDR).

Numerosi i contributi da parte di specialisti provenienti dall’estero e dalle istituzioni: il Direttore Generale delle Iniziative Speciali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Ranieri Guerra, ha presentato per la prima volta all’AMIT le strategie per contrastare l’antibiotico resistenza a livello mondiale; la Direttrice del Reparto di Malattie Infettive dell’Università di Verona, Evelina Tacconelli, si è soffermata sulla situazione europea; la Direttrice della Divisione di Malattie Infettive dell’Università di Nancy, Celine Pulcini, ha fatto il punto sulla strategia in Francia; il Direttore del Dipartimento di Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, Francesco Maraglino, ha invece analizzato le strategie per combattere la resistenza dei batteri in Italia; il Presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, ha parlato di come l’industria internazionale ed italiana stia gestendo le varie emergenze delle infezioni e quali saranno i nuovi farmaci che presto usciranno nel mercato italiano.

Le cause dell’antibiotico resistenza

Tra le cause principali dell’antibiotico-resistenza vi è sicuramente la scarsa tendenza a lavarsi frequentemente le mani. Questa è particolarmente rilevante in Italia, dove l’uso delle soluzioni alcoliche usate come detergenti risulta essere tra i più bassi nella Unione Europea secondo un report dell’ECDC.
Vi è poi la non oculata ed inappropriata gestione degli antibiotici negli animali da allevamento e nel territorio per la prevenzione delle infezioni: il rischio di induzione di resistenze non si esaurisce solo a tale livello, ma coinvolge anche la salute umana (le deiezioni degli animali contengono batteri ad alta resistenza che si diffondono nei terreni circostanti gli allevamenti stessi, nelle acque di scolo e quindi nei fiumi e laghi).
Inoltre, l’antibiotico-resistenza è dovuta al trasferimento genico delle resistenze da un batterio all’altro e l’esagerato turnover dei pazienti nelle strutture sanitarie (ospedali, RSA) dovuto ad una cronica mancanza di posti letto.

Donatella Tedeschi

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