Giornata Mondiale delle Epatiti: 28 Luglio

L’appello della comunità scientifica alle Istituzioni: è fondamentale rinnovare i fondi per gli screening dell’HCV (virus C dell’epatite).

Desta preoccupazione la non ammissibilità dell’emendamento che prevedeva il rinnovo del fondo per le Regioni per gli screening dell’epatite C. La Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) e l’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF) auspicano che il prossimo Parlamento possa prevedere risorse sufficienti per la ricerca del sommerso, ossia di coloro che sono affetti da epatite C, ma non ne sono consapevoli. Una strategia che è fondamentale per eliminare il virus dell’epatite C entro il 2030, come previsto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il rischio correlato, che l’epatite evolva in cirrosi o epatocarcinoma, rende il tema un problema di salute pubblica.

Alessio Aghemo
Segretario AISF

La pandemia, negli ultimi due anni, ha pesantemente condizionato l’attività delle Regioni in questo senso. Di conseguenza, i trattamenti si sono drasticamente ridotti rispetto agli anni precedenti, mettendo anche in discussione l’obiettivo dell’OMS sopra citato, un traguardo verso cui l’Italia è ancora in corsa, anche grazie a nuovi farmaci che permettono l’eradicazione dell’HCV, in poche settimane e senza effetti collaterali.

L’appello della Comunita’ scientifica – Alcune fasce di popolazione non potranno più contare sugli screening gratuiti, utili a “scovare” i casi di epatite C, che rappresentano una buona prassi per il nostro Paese, leader contro le malattie del fegato e le malattie infettive, come sottolinea Alessio Aghemo.

Dopo il bilancio in chiaroscuro dell’ultimo biennio, è auspicabile prolungare la disponibilità dei 71,5 milioni di euro già stanziati nel 2020 fino al 31 Dicembre 2023, per poi inserire stabilmente in futuro la pratica degli screening nel nostro SSN. Con questo approccio sarà possibile curare centinaia di migliaia di persone ed eliminare l’epatite C nel nostro Paese.

Claudio Mastroianni,
SIMIT

Per Claudio Mastroianni (SIMIT) la terapia, oltre a curare il paziente, rappresenta anche un importante mezzo di prevenzione per bloccare la trasmissione del virus. Per questo è importante sviluppare l’azione in molteplici direzioni: nelle politiche di screening a livello regionale su popolazioni target (nelle carceri e presso i servizi pubblici per le dipendenze -SerD), nella ricerca del sommerso nelle fasce d’età previste nel Decreto ministeriale e nello screening opportunistico, da effettuarsi ogniqualvolta una persona abbia la possibilità di farlo.

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