Le emergenze sanitarie di cui non abbiamo sentito parlare nel 2020

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in questo anno “straordinario” ha continuato a guidare la battaglia globale contro la pandemia del COVID-19 in corso da molti mesi che, come  portata globale, si verifica una volta in un secolo.

Ma il virus SARS-CoV-2 che causa COVID-19 non è l’unico patogeno di cui l’OMS si è occupata nel 2020; questo “focolaio” è stata una delle tante emergenze sanitarie fronteggiate, più di 60, tra le quali le gravi epidemie di chikungunya in Ciad, la febbre gialla in Gabon e Togo, il morbillo in Messico, oltre alle conseguenze di calamità naturali o di conflitti in ogni parte del mondo, che generano gravi problemi di assistenza anche sanitaria.

Dopo una lotta durata 18 mesi, l’OMS, insieme ai rispettivi Enti governativi della Repubblica Democratica del Congo orientale, ha posto fine alla seconda più grande epidemia di Ebola mai registrata al mondo, una delle emergenze sanitarie più complesse mai affrontate, resa ancora più difficile dalla più grande epidemia di morbillo nello stesso Paese.

Ci si aspetta ora di assistere alla fine dell’ultima epidemia di Ebola anche nella Repubblica Democratica del Congo occidentale.

Per quanto riguarda altre malattie infettive, nel 2020 la regione africana è stata dichiarata libera dalla poliomielite.

Preparazione ed organizzazione – L’anno scorso i paesi con una solida infrastruttura preparata alle emergenze sanitarie sono stati in grado di agire rapidamente per contenere e controllare la diffusione del virus COVID-19.

La 73a Assemblea Mondiale della Sanità prenderà in considerazione una bozza di risoluzione (EB146.R10) che rafforza la preparazione degli Stati membri per le emergenze sanitarie attraverso una più solida conformità al Regolamento Sanitario Internazionale.

Questa risoluzione invita la comunità sanitaria globale a garantire che tutti i paesi siano meglio attrezzati per rilevare e rispondere ai casi di COVID-19 e di altre malattie infettive pericolose.

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